1) Lenin. L'imperialismo  capitalismo monopolistico.
Dopo aver definito l'imperialismo come il capitalismo arrivato a
regime di monopolio, Lenin enumera quattro tipi di monopolio e
ricorda che la forma monopolistica accentua l'aggressivit del
capitalismo.
Lenin, L'imperialismo, fase suprema del capitalismo (pagine 350-
352).
Abbiamo visto come l'imperialismo, per la sua natura economica,
sia capitalismo monopolistico. Gi questo solo fatto basta a
determinare la posizione storica dell'imperialismo, giacch il
monopolio, nato sul terreno della libera concorrenza, e proprio
dalla libera concorrenza,  il passaggio dall'ordinamento
capitalista a un pi elevato ordinamento sociale ed economico. Si
devono distinguere particolarmente quattro tipi principali di
monopolio e quattro principali manifestazioni del capitalismo
monopolistico che caratterizzano il corrispondente periodo.
Primo: il monopolio sorse dalla concentrazione della produzione in
uno stadio assai elevato di essa. Si formarono allora le
associazioni monopolistiche di capitalisti: cartelli, sindacati e
trust. Abbiamo gi veduto quale enorme funzione essi compiano
nell'attuale vita economica. Al principio del secolo ventesimo
essi acquistarono l'assoluta prevalenza nei paesi progrediti, e se
i primi passi sulla via della cartellizzazione furono compiuti da
paesi con alti dazi protettivi (Germania, America), tuttavia poco
tempo dopo anche l'Inghilterra, con tutto il suo sistema di
libert commerciale, mostrava lo stesso fenomeno fondamentale: il
sorgere dei monopoli dalla concentrazione della produzione.
Secondo: i monopoli condussero all'accaparramento intensivo delle
principali sorgenti di materie prime, specialmente nell'industria
pi importante e pi cartellata della societ capitalistica,
quella siderurgico-mineraria. Il possesso monopolistico delle pi
importanti sorgenti di materia prima ha aumentato immensamente la
potenza del grande capitale e acuito l'antagonismo tra l'industria
dei cartelli e l'industria libera.
Terzo: i monopoli sorsero dalle banche. Queste si trasformarono da
modeste imprese di mediazione in detentrici monopolistiche del
capitale finanziario. Tre o cinque grandi banche, di uno qualunque
tra i paesi pi evoluti, attuarono l'unione personale del
capitale industriale e bancario, e concentrarono nelle loro mani
la disponibilit di miliardi e miliardi che costituiscono la
massima parte dei capitali e delle entrate in denaro di tutto il
paese. La pi cospicua manifestazione di tale monopolio 
l'oligarchia finanziaria che attrae, senza eccezione, nella sua
fitta rete di relazioni di dipendenza tutte le istituzioni
economiche e politiche della moderna societ borghese.
Quarto: il monopolio sorse dalla politica coloniale. Ai numerosi
vecchi moventi della politica coloniale, il capitale finanziario
aggiunse ancora la lotta per le sorgenti di materie prime, quella
per l'esportazione di capitali, quella per le sfere d'influenza,
cio per le regioni che offrono vantaggiosi affari, concessioni,
profitti monopolistici, eccetera, e infine la lotta per il
territorio economico in generale. Quando, per esempio, le potenze
europee occupavano con le loro colonie solo una decima parte
dell'Africa, come era il caso ancora nel 1876, la politica
coloniale poteva allora svolgersi in forma non monopolistica,
nella forma, per cos dire, di una libera presa di possesso di
territorio. Ma allorch furono occupati gi nove decimi
dell'Africa (verso il 1900), allorch fu terminata la divisione
del mondo, allora, com'era inevitabile, s'inizi l'et del
possesso monopolistico delle colonie, e quindi anche di una lotta
particolarmente intensa per la spartizione e ripartizione del
mondo.
E' noto a tutti quanto il capitale monopolistico abbia acuito
tutti gli antagonismi del capitalismo. Basta accennare al rincaro
dei prezzi e alla pressione dei cartelli. Questo inasprimento
degli antagonismi costituisce la pi potente forza motrice del
periodo storico di transizione, iniziatosi con la definitiva
vittoria del capitale finanziario mondiale.
Lenin, L'imperialismo, fase suprema del capitalismo, Edizioni
Progress, Mosca, pagine 262-263.
